
#APOIinternationalGuest: incontriamo Nathalie Bureau, dal Canada
17 Dicembre 2024
B. - Come hai iniziato a costruire le tue relazioni con altri Professional Organizer stranieri e quali opportunità o eventi ti hanno permesso di entrare in contatto con loro?
Dalla nascita di APOI, nell’ottobre del 2013, ho sempre ritenuto molto importante affacciarsi al mondo internazionale della professione, che nacque negli USA negli anni 80. Fu nel 2014, in occasione dell’Evento Nazionale dell’APDO - Association of Professional Declutterers and Organisers che si tenne a Londra, che colsi l’occasione per partecipare ad un appuntamento prestigioso, i cui ospiti erano famosi Professional Organizers, con lunga esperienza lavorativa, e provenienti da diverse culture. Al tempo APOI aveva poco meno di 10 associati e la cassa era limitata, ma la mia forte convinzione di quanto fosse importante presiedere ad un evento internazionale di quel calibro fu la grande spinta per farmi ospitare da amici, richiedendo all’Associazione solo il rimborso del biglietto aereo. Fu un’occasione molto importante, sia per dar vita ai primi contatti con professionisti di alto valore, ma anche per presentare ufficialmente la nascita della prima Associazione italiana ad un vasto pubblico internazionale. In quella occasione conobbi oltre a Karen Kingston, autrice di “How to clear your clutter” vari P.O. con cui ho intrecciato amicizie che durano nel tempo. Rappresentare l’Associazione è stata una grande soddisfazione, tanto quanto toccare con mano il mondo dei P.O. che all’estero era in forte espansione, rafforzando maggiormente la nostra intuizione, eravamo sulla strada giusta, per far crescere il Professional Organizing in Italia grazie al grande lavoro di divulgazione e sul campo. Quel viaggio è stato il primo tassello di un grande puzzle, che mi ha portato successivamente nel 2020 a creare il progetto “APOI international Guest”, creando webinar internazionali, che hanno dato l’opportunità agli associati di conoscere P.O. di alto livello, che generosamente hanno condiviso la loro esperienza professionale e di vita.
B. - Hai notato delle differenze significative nei metodi o approcci utilizzati tra i Professional Organizer italiani e quelli stranieri?
Ogni cultura esprime delle caratteristiche diversificate nell’approccio alla professione, questo è il grande punto di forza nel creare uno scambio proficuo tra professionisti. Gli americani sono stati i primi ad affrontare il mercato, ed hanno seminato solide basi e valide alternative nel creare offerte diversificate. Ma successivamente ogni P.O. appartenente ad un diverso back ground e cultura, ha sviluppato offerte che incontrassero le esigenze dei potenziali clienti. Basti pensare come negli USA, sia nato il P.O. specializzato in “downsizing”, ovvero accompagnare il cliente, generalmente di età avanzata, a ricrearsi un ambito di vita più snello in termini di spazi ma anche di abitudini, più adatto ad un nuovo stile di vita. I metodi e approcci sono generalmente simili, quel che cambia è la cultura di provenienza, che detta richieste di vita differenti. In Italia, ad esempio, è noto l’entusiasmo verso il mondo della moda, di conseguenza è stato naturale che l’organizzazione dell’armadio sia stata accolta con particolare entusiasmo, mentre negli stati uniti e nel mondo anglosassone, il trasloco è un ambito di specializzazione molto approfondito, essendo culture in cui trasferirsi per ragioni di lavoro avviene con grande frequenza, un americano, nella vita, può affrontare anche una ventina di traslochi.
B. - Ci sono strategie adottate dai Professional Organizer stranieri che hai trovato particolarmente ispiranti o innovative?
Con Dorothy Breninger, nota P.O. americana, , ho avuto la conferma di quanto il rapporto tra cliente e P.O. possa durare nel tempo. Dorothy mi parlò di un cliente che seguiva da ben 16 anni, e non perché non fosse stata in grado di trasferirgli metodi e strategie organizzative che hanno certamente migliorato il suo stile di vita, ma semplicemente perché si era instaurato un rapporto di consulenza continuativa, che nel tempo andava a toccare varie fasi cruciali della vita del suo cliente. L’organizzazione va di pari passo con il cambiamento, e per chi non ha naturali abilità organizzative, potersi confrontare con un professionista del settore, diventa una consulenza significativa che facilita l’elaborazione di decisioni importanti, come un cambio di casa, una eredità da gestire, una nascita o un lutto da affrontare o semplicemente lasciar andare oggetti che portano con sé amozioni difficili da gestire. Nel racconto di Dorothy, ho trovato la conferma ad un mio modo di vivere la professione, diventare un punto di riferimento nel tempo per il cliente, che possa crearsi una relazione di fiducia e confronto per affrontare le varie fasi della vita.
B. - Hai mai collaborato con Professional Organizer di altri Paesi su progetti internazionali o iniziative comuni?
Ho varie relazioni internazionali con professionisti del settore, che nel tempo hanno portato sia scambi di crescita professionale che clienti. In particolare con una collega inglese seguiamo una stessa cliente che ha casa a Roma ma vive a Londra, due progetti paralleli ma gestiti da due P.O. in loco che collaborano nella gestione comune dello stile di vita di una persona che si muove tra due realtà differenti. Per quanto riguarda gli scambi professionali, spesso mi confronto con colleghi stranieri che hanno anticipato i tempi sviluppando esperienza, avendo iniziato il loro business con largo anticipo. Hanno vissuto prima di me tentativi, successi o fallimenti che possono solo che essere di insegnamento, sono sempre confronti di grande ispirazione, che mi arricchiscono notevolmente. Mi piace inoltre mettere in contatto i P.O. italiani che viaggiano verso paesi stranieri, è avvenuto più volte, e lo stesso faccio per chi arriva nel nostro paese dall’estero, creando delle liaison di grande valore. Io per prima, vivendo a Roma “Caput mundi”, ho avuto la fortuna di incontrare Professional Organizers americani, spagnoli, francesi, messicani, olandesi, il famoso detto tutte le strade portano a Roma è valido anche per i P.O.!
B. - Come ha influenzato il confronto con Professional Organizer stranieri la tua visione della professione?
Il confronto con diversi Professionisti nel mondo, che hanno dato vita a business di successo e che hanno sperimentato strade diverse, fallimenti e successi è sempre stato un grande arricchimento, perché è dalla loro esperienza e generosità che ho potuto sviluppare ancor di più una mia visione del lavoro da portare avanti in Italia, di cosa proporre e di come far crescere la notorietà della professione. Ed è su questo privilegio vissuto in prima persona che ho costruito l’idea di portare il loro know how ai professional organizer italiani. Vedere e toccare con mano che chi è partito prima di noi ha raggiunto il successo è una spinta propulsiva a fare meglio e di più anche in Italia, per arrivare a tutti coloro che necessitano la consulenza di un Professional Organizer.
B. - Come vedi il ruolo delle relazioni internazionali nello sviluppo della professione di Professional Organizer?
Abbiamo già avuto un esempio tangibile di come l’unione fa la forza, in occasione della nascita dell’IFPOA – International Federation of Professional Organizing Associations. Da questi incontri è nata l’idea di istituire la giornata mondiale dell’Organizzazione - WOD - World Organizing Day, iniziativa accolta con grande entusiasmo dalle 16 Associazioni internazionali iscritte, ed ognuna di esse ha fatto una grande campagna di divulgazione facendo crescere la cultura dell’organizzazione nel mondo. Un'unica voce internazionale, che si declina in ogni paese, accelera la conoscenza della professione, per arrivare all’orecchio di tutti i potenziali clienti che attendono di incontrare un P.O. per migliorare l’andamento della loro vita sia in ambito privato che lavorativo. Con Organizzare Italia sto pensando di realizzare un nuovo progetto per dare continuità e valore ai contatti internazionali, forte nutrimento per l’evoluzione della professione “world wide” e nel nostro paese.